31/08/16

CARTE ALLINEATE. Seconda serie, numero 48, Agosto 2016 / Second series, issue 48, August 2016

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INDICE ALFABETICO / INDEX


Le voci elencate qui sotto senza il nome dell’autore sono state scritte, e le foto sono state scattate, da Roberto Bertoni.


IN COSTRUZIONE: I post elencati qui sotto appariranno alle date indicate in Agosto / The posts listed below will be published at the designated dates in August


- BADIOU, Alain, e GAUCHET, Marcel, QUE FAIRE? Note di lettura, 17-7-2016.
- BRILLI, Attilio, IL VIAGGIO IN ORIENTE. Note di lettura, 25-8-2016.
-  DAVID-NEEL, Alexandra, MAGIE D'AMOUR ET MAGIE NOIRE. Note di lettura, 27-8-2016.
- HANH, Thich Nhat, WORK. Note di lettura, 5-8-2016.
- KWAN, Kevin, CRAZY RICH ASIANS. Note di lettura, 13-8-2016.
- LASCH, Christopher, L'INVASIONE SOCIALE DEL SE' E LA CULTURA NARCISISTICA DEL NOSTRO TEMPO. Note di lettura, 1-8-2016.
- LOW, Donald, e VADAKETH, Sudhir Thomas, HARD CHOICES: CHALLENGING THE SINGAPORE CONSENSUS. Note di lettura, 9-8-2016.
- PINI, Angelo, PAROLA CHE LASCIO. Testo, 11-8-2016.
- PIZZI, Marina, DIVE ELEMOSINE - 2015 (Strofe 37-41). Testi, 29-8-2016.
- SZE-LORRAIN, Fiona, POESIE DA MY FUNERAL GONDOLA. Testi, 7-8-2016.
- VIOLANTE, Luciano, POLITICA E MENZOGNA. Note di lettura, 21-8-2016

29/08/16

Marina Pizzi, DIVE ELEMOSINE - 2015 (Strofe 37-41)

[House behind a net (Wicklow 2016). Foto Rb]




37.


Giungla di tetro enigma

La vestale a vuoto

Dove s’innesta un tuono

Con la bestemmia dentro.



38.


La gioia mendica delle convalescenze



39.


La solitudine del muro crepato

Nel lutto tranquillo del creato.



40.


Le tramontane che orfano ti stanano



41.


Cara estasi sfinirsi d’estate

Farsi fratelli ai panici dei vinti

Quando calura e tarlo

Hanno il lutto di farti

Vittima di te per eruttare l’ansia.

Dal bricco del latte la similitudine

Della culla vuota le corse monche.

Frescura armonica i papiri

Di poeti poveri vessati dallo stige

Arresi alla ronda calunniati fiati.


Altre strofe di Dive elemosine sono uscite su numeri precedenti di Carte allineate.

21/08/16

Luciano Violante, POLITICA E MENZOGNA


Torino, Einaudi, 2014


Da un lato, Violante riconosce i dati di fatto: “la menzogna è stata un potente motore della storia dell’umanità” (p. 3); dall’altro propone di agire in modo eticamente valido: “come la presenza del male non può farci desistere dall’operare correttamente, così l’invasiva presenza della menzogna non deve distoglierci dall’impegno per esigere lealtà nelle relazioni politiche” (p. 4).

L’esemplificazione della menzogna politica, nelle sue manifestazioni storiche e nelle varietà con cui si presenta, comprendono, tra l’altro, il documento falso Constitutum Constantini su cui si fondò il potere temporale del papato e spaziano dalla menzogna di Roosevelt quando nel 1940 annunciò agli americani che non sarebbero entrati in guerre lontane a quella di Bush sulle supposte armi irachene che giustificarono l’invasione. Citate anche le menzogne sulla supposta inesistenza della Shoah e del genocidio degli armeni; come pure gli scandali spionistici come Watergate.

La menzogna in politica è legata spesso alla demagogia, proprio perché quest’ultima si serve di un “discorso emozionale” (p. 53), che “visse in Italia la propria età dell’oro durante il regime fascista” (p. 59).

In generale, se è utile la differenza tra “menzogna come sistema” e “menzogna occasionale”, istaurata da Hannah Arendt (p. 125), alla mentalità dello scrivente risulta consona l’idea di Kant che “la verità è un dovere incondizionato di fronte a tutta l’umanità” (p. 9).

Anche se la verità a tutti i costi, in modo donchisciottesco, conduca, come succede a Laurana nello sciasciano A ciascuno il suo, a rimetterci di persona, essendo per di più additato come un cretino”.


[Roberto Bertoni]

17/08/16

Alain Badiou e Marcel Gauchet, QUE FAIRE?


Sottotitolo: Dialogue sur le communisme, le capitalisme et l’avenir de la démocratie. A cura di Martin Duru e Martin Legros. Parigi, Philos, 2014


Il volume consiste di un’intervista a Badiou e Gauchet, il secondo teso verso modelli di democrazia più aperti e orientato sulla questione della crescita; il primo rivolto verso un modello di comunismo rinnovato.

Secondo Badiou, “l’esperienza storica del comunismo […] non porta argomenti decisivi a sfavore dell’Idea di per sé” (p. 60). Occorre “tornare al comunismo della prima ora”, cioè ottocentesco, adattandolo alla contemporaneità.

Badiou radica la validità di questa concezione nella constatazione che lo sfruttamento è avanzato a livelli di ineguaglianza molto elevati, se “il dieci per cento della popolazione mondiale detiene il quarantasei per cento delle risorse”; e si domanda: “un mondo siffatto è tollerabile?” (p. 62).

Badiou non propone certamente un ritorno al totalitarismo, ritenendolo anzi, con un ottimismo forse sorprendente, un “hapax storico” del ventesimo secolo (p. 79). Fatto sta che oggi “la democrazia rappresentativa” non è una modalità autentica di democrazia, in quanto è “sottomessa all’autorità del capitale” (p. 78), da cui la necessità di procedere verso una forma di società che superi tale limite assieme a quello dell’individualismo che caratterizza ampiamente i sistemi democratici contemporanei.

Il problema fondamentale appare a Badiou quello della proprietà privata che non si lascerà espropriare con facilità. Occorre trovare forme di “appropriazione collettiva” fondate su metodi autenticamente democratici (p. 127).


[Roberto Bertoni]