29/09/16

CARTE ALLINEATE. Seconda serie, numero 49, Settembre 2016 / Second series, issue 49, September 2016

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INDICE ALFABETICO / INDEX


Le voci elencate qui sotto senza il nome dell’autore sono state scritte, e le foto sono state scattate, da Roberto Bertoni.

IN COSTRUZIONE

- ATTANASIO, Maria, IL CONDOMINIO DI VIA DELLA NOTTE. Note di lettura, 9-9-2016.
- GRIBAUDO, Paola, DALL'OPERA AL LIBRO E DAL LIBRO ALL'OPERA. Note di lettura di Vittoria SURLIUGA, 13-9-2016.
- HOBSBAWM, Eric, BANDITS. Note di lettura, 5-9-2016
- KNIGHT, Travis, KUBO AND THE TWO STRINGS. Storie di film, 21-9-2016.
- THIEP, Nguyen Huy, CROSSING THE RIVER. Note di lettura, 17-9-2016.
- ZHAO, Liang, BEHEMOTH. Storie di film, 1-9-2016. 

21/09/16

Travis Knight, KUBO AND THE TWO STRINGS



[From a Shop-Window in Osaka, Umeda Area, 2012. Foto Rb]
  
 
Travis Knight, Kubo and the Two Strings. USA 2016. Soggetto di Marc Haimes e Shannon Tindle. Sceneggiatura di Marc Haimes e Chris Butler


Per noi interessati allo scambio interculturale, questo film è un buon esempio, ambientato in Giappone, con fiabe e miti misti orientali e occidentali e scritto e animato da occidentali.

È un film accattivante per il design dei personaggi, soprattutto il protagonista Kubo, bambino che accudisce la madre in parte maga, che a sua volta lo accudisce nella seconda parte trasformandosi in scimmia. La madre è caduta dal cielo per un amore umano; dopo averle tolto il marito samurai, che si reincarna in parte in uno scarafaggio, in parte in un guerriero di carta, le sue sorelle e il padre li cercano per togliere gli occhi a Kubo, affinché smetta di vedere il mondo delle passioni terrene e assurga col nonno al cielo. Vince alla fine la mondanità del bambino, che invoca il cuore contro la freddezza dell’assenza di passioni equiparata a crudeltà. Si trasforma anzi in essere umano anche il Re del Cielo, il nonno.

Rispetto ai modelli orientali, è una storia fortemente trasgressiva. Se si pensa, per esempio, alla storia giapponese di Kaguya, animata nel 2013 per la regia di Isao Takahata, ovvero la principessa della Luna che si immedesima con la vita sulla Terra fino a quando la famiglia originaria, fattole indossare il mantello dell’oblio, la riconduce nel cielo e nella dimensione della serenità imperturbabile, in Kubo abbiamo una netta inversione, con la difesa tutta occidentale dei valori della passione e del coinvolgimento.

Altri elementi sono misti. La lotta col drago feroce è un’altra inversione occidentale delle caratteristiche benefiche del drago orientale. Il conflitto tra il bene e il male è universale e archetipico. L’ambientazione è decisamente giapponese. Eppure il design delle sorelle crudeli della madre di Kubo ricorda vagamente i cartoni pubblicitari di Armando Testa.

Oltre l’integrazione del mondo fantastico orientale e di quello occidentale, è notevole la riflessione sul concetto di “storia”: come le storie si creano dalla fantasia impersonata da origami animati, evocati magicamente dall’immaginazione; come coincidono col destino personale, come si compongono diproblematiche etiche e avventurose.

È un bel film.


[Roberto Bertoni]

17/09/16

Nguyen Huy Thiep, CROSSING THE RIVER



[Delta of the Mekong River (2006). Foto Rb)


Nguyen Huy Thiep, Crosssing the river. Racconti, a cura di Nguyen Nguyet Cam and Dana Sachs. Traduzioni di vari autori. Willimantic (CT, USA), 2003

La rappresentazione del Vietnam che emerge dai racconti di Nguyen Huy Thiep è deprivata di idillio. Come osservano nell’Introduzione i curatori, “while ‘Asian values’ stress such qualities as loyalty, filial pity, and community identity, in Thiep’s world money has come to dominate family life” (p. XI). Gli spazi sono quelli opposti della campagna impoverita e con rapporti sociali aspri, da un lato, e della città di Hanoi, resa come luogo di desiderio di emancipazione e al contempo di difficoltà di sopravvivenza in un panorama etico di cinismo.

Tra i racconti che più ci hanno colpito, “Crossing the river” mette a confronti vari personaggi su un traghetto che porta al di là del fiume, con il meno moralmente disponibile a prima vista che salva invece una situazione difficile, rimborsando i commercianti che non esiterebbero a ferire con un’arma da taglio un bambino che ha rotto una giara preziosa per sbaglio; e la conclusione enigmatica del monaco buddhista che non scende all’arrivo, ma torna indietro col barcaiolo. Perché? Resta al lettore l’apertura interpretativa di questo finale.

“The General retires” descrive i rapporti umani all’interno di una famiglia, mentre il Generale del titolo viene richiamato al fronte, dove muore.

Ci sono vari motivi metatestuali, tesi a mettere in dubbio i valori più consueti, idilliaci appunto, nonché il supposto conformismo della letteratura dominante. Per esempio quando leggiamo questa dichiarazione satirica in “Without a King”: “This story has already been recorded. (It just goes to show how inquisitive our writers are!) As told, it is a simple love scene, pure, without calculation. Life is dialectical, materialistic, harmonious, beautiful and lovely, etc.” (p. 60).

Tradizione e modernità si pongono l’una di fronte all’altra nel medesimo racconto, quando uno dei componenti di una famiglia organizza il rito per gli antenati, ma il quadro di partito anch’egli appartenente alla famiglia non s’inchina perché, spiega “We cadres have no gods. After forty years of following the Revolution, I have noi altars in my house, and I don’t even know how to say a prayer” (p. 68).

Più oltre, ancora in “Without a King”, un che agghiacciante per la sua espressione diretta, un personaggio, alludendo alle idee dell'egoismo materialista dominante, nega il valore della letteratura: “Business skills are the best. The other skills – art, literature, etc. - all of them are useless” (p. 82).


[Roberto Bertoni]


13/09/16

Paola Gribaudo, a cura di, DALL'OPERA AL LIBRO. DAL LIBRO ALL'OPERA: EZIO GRIBAUDO E I MAESTRI DEL NOVECENTO. PAOLA GRIBAUDO LIBRI E LIBRINI




Immagini inviate da Victoria Surliuga. Per gentile concessione dell’Archivio Gribaudo: 1) Ezio Gribaudo e Francis Bacon al Metropolitan Museum of Art di New York nel 1975; 2) Lettera di Giorgio de Chirico sui monocromatismi bianchi di Ezio Gribaudo, 29 gennaio 1969; 3) Joan Miró. Senza Titolo. Con dedica a Ezio Gribaudo. Tecnica mista su carta. 30x25 cm.; 4) Copertina del
volume Mirò di Michel Tapié, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1970.



Pistoia, Edizioni Gli Ori, 2016, ISBN: 978-88-7336-620-1. Due volumi: pp. 88 e 72. Con testi di Mario Andreose, Giorgina Bertolino, Francesca Pola, Barbara Tutino e Vittorio Sgarbi

Fin dagli anni Cinquanta, Ezio Gribaudo ha creato un connubio di successo tra la sua attività artistica e quella di editore e collezionista. Questo connubio vincente è stato riconosciuto molte volte con premi internazionali quali la IX Quadriennale di Roma (1965), la XXXIII Biennale di Venezia (1966) e la Biennale di San Paolo in Brasile (1967). Dall’opera al libro. Dal libro all’opera: Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento. Paola Gribaudo Libri e librini presenta Ezio Gribaudo in questi suoi ruoli. Inoltre, questa notevole pubblicazione non è solo il catalogo di una mostra in corso fino al 16 ottobre di quest’anno a Palazzo Corvaja di Taormina, ma colpisce per l’originale ed elaborata veste grafica. La mostra in questione si intitola Dall’opera al libro, dal libro all’opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento ed è il risultato della collaborazione tra Artelibro Festival del Libro d’Arte e il Taobuk Taormina International Book Festival. Il catalogo è un volume in stoffa grigia che si apre in due ulteriori libri. Uno di questi riguarda il profilo di Ezio Gribaudo come artista, editore e collezionista. L’altro volume, invece, è dedicato a Paola Gribaudo, anche lei affermata editore d’arte e figlia di Ezio Gribaudo.
  
Una delle due metà di questa pubblicazione, Dall’opera al libro. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento, raccoglie una serie di scritti che narrano gli incontri e il lavoro con trenta artisti pubblicati da Gribaudo, tra i quali Bacon, Botero, Burri, Fontana, Guttuso e Miró, con importanti materiali fotografici (riproduzioni di copertine, opere di questi maestri e foto con Gribaudo stesso). Vengono raccontati episodi biografici tra i quali l’opportunità mancata di Gribaudo di farsi fare un ritratto da Bacon, oppure la domanda posta da Dubuffet a Gribaudo sul perché si occupasse di altri nonostante il suo indiscutibile talento come artista.

Ezio Gribaudo ha mantenuto un dialogo costante con i maggiori artisti del Novecento, da lui frequentati, collezionati e pubblicati. Come editore, ha infatti realizzato volumi per case editrici quali le Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, Fabbri Editori (Grandi Monografie), Garzanti, Einaudi, UTET e numerose altre. Le copertine di molti libri hanno trasmesso il significato più profondo di queste collaborazioni, come ad esempio i due Concetti spaziali di Fontana (un “taglio” e una costellazione di “buchi”) per la copertina del volume scritto su di lui da Tapié (1961); altre riportano i lavori di Hartung, Hofmann, Sutherland, inseriti in volumi monografici sugli stessi. La produzione editoriale di Gribaudo include trentaquattro libri pubblicati per le Grandi Monografie Fabbri Editori tra il 1966 e il 1990, i quali includono maestri del calibro di Alechinsky, de Chirico, de Kooning, Duchamp, Manzù, Moore, Tapié e Savinio.

Gribaudo ha contribuito in modo decisivo alla rivalutazione di de Chirico in un momento in cui la predilezione della critica d’arte per le avanguardie l’aveva messo in disparte. La collaborazione tra i due artisti risulta in tre volumi: 194 disegni di de Chirico (Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, 1968); nello stesso anno, una monografia dal titolo Giorgio de Chirico, curata dalla moglie dell’artista, Isabella Far (Grandi Monografie Pittori e Scultori, Fabbri Editore, 1968, ristampa del 1988) e De Chirico com’è (Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, 1970). Negli stessi anni, de Chirico indirizza a Gribaudo uno scritto datato 23 gennaio 1969, dedicato alla leucofilia, ai logogrifi e ai gerolessici (tutti termini che si applicano al lavoro di Gribaudo come artista). Inoltre, Gribaudo ha anche pubblicato volumi teorici e altri legati alla storia culturale di Torino, tra i quali La pittura moderna straniera nelle collezioni private italiane (Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, 1960) e, per le stesse edizioni, Museo Egizio di Torino (1963).

L’altra parte dei due volumi, Dal libro all’opera. Paola Gribaudo Libri e librini, invece, entra in merito alla mostra di Taormina con un commento del sindaco della città e dell’assessore alla cultura, dove entrambi affermano quanto “i libri curati da Ezio Gribaudo rievocheranno al visitatore l’esprit di una straordinaria e irrepetibile stagione, testimoniata dal genio dei sapienti maestri che hanno firmato quelle copertine” (p. 3). Inoltre, Mario Andreose, in un suo commento, ricorda come Ezio Gribaudo sia “un torinese sorprendentemente facondo quando si tratti raggiungere l’obiettivo” e abbia compiuto “un percorso che continua grazie al patrimonio di stima e competenza acquisito in ambito internazionale” (pp. 6-7). La mostra di Gribaudo si è inserita magistralmente all’interno del festival Taobuk per via del suo tema “Gli altri”, evidenziando quanto Gribaudo abbia sempre incluso un forte interesse per un confronto tra modi di concepire l’arte.

Questa parte dei due libri documenta le pubblicazioni di Paola Gribaudo nella collana disegno diverso, che include il n. 1000 da lei curato editorialmente, una raccolta di poesie in onore di Arnaldo Pomodoro per Gli Ori di Pistoia. Dal libro all’opera presenta anche alcune pagine della biografia intellettuale di Paola Gribaudo, Mille di questi libri, scritta da Barbara Tutino, autrice de Il naso del testimone. Dalle conversazioni con Ezio Gribaudo (Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, 1999). Nella biografia di Paola Gribaudo, la Tutino evidenzia il superamento del ruolo iniziale di figlia d’arte (“Paola diventa Maestro”, p. 14) e la creazione di un profilo di editore per importanti pubblicazioni su Fernando Botero, Vassily Klyukin, Roberto Matta, Albert Paley, Beverly Pepper, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro, e molti altri protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Un notevole apparato di fotografie, immagini di copertine e di opere d’arte, accompagna questo volume, completato da una sezione dedicata a Ezio Gribaudo: questa comprende un’intervista (2009), uno scritto di Vittorio Sgarbi su Ezio Gribaudo (Dall’altra parte dell’immagine) nonché una serie di lettere a Ezio Gribaudo scritte da Lucio Fontana, Conrad Marca-Relli, Hans Hofmann, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, Graham Sutherland, Giacomo Manzù, Jean Dubuffet e Dino Fabbri. 

Complessivamente, questi due volumi riaffermano l’importanza di due voci importanti per l’editoria d’arte italiana. Da un lato Ezio Gribaudo, presentato in varie vesti (artista, editore, collezionista), che gli hanno garantito un ruolo di prestigio e di influenza nell’arte moderna e contemporanea. Dall’altro, Paola Gribaudo viene riconosciuta come una delle voci più interessanti e di talento in questo campo, in quanto sta continuando a dare vita a pubblicazioni eleganti di notevole impatto.


[Victoria Surliuga]