Visualizzazione post con etichetta Note di lettura (Saggistica letteraria). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Note di lettura (Saggistica letteraria). Mostra tutti i post

05/02/18

AA. VV., BEFORE AND AFTER SUZIE

                                     [On the Wall (Hong Kong, 2017). Foto Rb]

Sottotitolo: Hong Kong In Western Film and Literature. A cura di Thomas Y.T. Luk e James P. Rice. New Asia Academic Bulletin, No. 18, The Chinese University of Hong Kong, 2002

Il volume si compone di saggi sulla rappresentazione cinematografica occidentale di Hong Kong. Paiono prevalere i riferimenti a tre film, di cui si propongono qui, come nel testo in questione, i titoli in inglese: The World of Suzie Wong, Love is a Many-Splendored Thing e Chinese Box.

Gillian Bickley mette a confronto il libro di Han Suyin col film di King. Spiega, opportunamente:

A Many Splendored Thing (1952) […] was an early work in English of modern fiction (or of an autobiography/biography presented in fictionalized form), presented as written by a non-native speaker of English, who describes, from a non-orientalist perspective, what purports to be - or what has been read as - her personal reality, to an English or American audience. Today, the book remains a relatively rare work of cross cultural romance, made cumulatively more unusual by the following aspects: it is narrated by one of the partners of the romance […]; it is the non-English or non-western half of the partnership who tells the story; and that person is also the female partner” (p. 49).

Il libro, da interpretarsi anche come allegoria di Hong Kong, in quanto questa città si è manifestata come “the product of a relationship between the two very different cultures of China and the West” (p. 50), va messo in relazione con altre opere che si appuntano su coppie orientali/occidentali, rispetto alle quali, a parere di Bickley, Han Suyin propone una prospettiva definibile come “provocative and refreshing” (p. 49). Gli altri testi di riferimento sono Madama Butterfly, Burmese Days di Orwell, A Passage to India di Forster, The Quiet American di Graham Green.

Il film, prosegue Bickley, offre immagini autentiche del panorama e del contesto urbano di Hong Kong, nonché aspetti delle differenze socio-economiche. Tuttavia, mentre il libro è un documento storico e geo-antropologico, il film dà maggiore spazio alla storia narrata.

Luk si orienta piuttosto sulla rappresentazione occidentale di Hong Kong in chiave esotica come “Perla dell’Oriente”, dunque “object of the other” (p. 73). Riguardo Suzie Wong, a suo avviso, tanto nel romanzo di Mason, quanto nel film, “social portrayal, plot, characterization all conspire to create a setting for paternalism and condescention, not to mention distorsion” (p. 75). Simile il suo giudizio su Love Is A Many-Splendored Thing, un film che definisce “an ideal setting to accommodate different flows of western fantasies” (p. 77).

Interessanti e portatori di punti di vista variegati e anche divergenti in certi casi, gli altri saggi, tra cui si ricordano qui di passaggio quelli , laterali rispetto al tema dominante della rappresentazione di Hong Kong, di Stuart Christie sui Sonnets from China di Auden e di Gordon E. Slethaug su Big Sleep di Chandler.

I curatori riaffermano quanto Hong Kong “has long held this special position in the West’s cinematic and literary construction of Asia and the Orient” (p. IX); un’idea approfondita dal contributo di James P. Rice, intitolato “Colonial Allegories”, il quale si spinge fino all’affermazione che, in opere di questo tipo, “the only truly evocative or revealing representation taking place is, of course, that of the West - the colonial subject, not that of the exoticized colonial object” (p. 16).

[Roberto Bertoni]

15/10/17

AA.VV., IL FANTASTICO ITALIANO




 ["Were they trying to get through the window, those six out of seven behind bars?" 
(Amsterdam 2017). Foto Rb]


Sottotitolo: Bilancio critico e bibliografia commentata (dal 1980 a oggi). A cura di F.I. Beneduce, E. Conti, F. Foni, R. Fresu, S. Lazzarin, C. Zudini. Firenze, Le Monnier Università / Milano Mondadori, 2016.


Il saggio introduttivo di Stefano Lazzarin (pp. 1-58), passa in rassegna qualche studio critico significativo, non ultimi la concezione di letteratura fantastica elaborata da Todorov e il perturbante freudiano. Recupera inoltre un’antologia di Contini sulla letteratura “magica”. Assegna importanza alle definizioni calviniane. Vede infine gli anni Ottanta del Novecento come fondamentali nell’elaborazione di un canone teorico del fantastico in Italia. Citati critici rilevanti, tra i quali Ceserani.

Il campo è sterminato. Una semplice rassegna delle teorie occuperebbe una discussione continua e ponderosa, come del resto è stato fatto. E forse sarebbe opportuno partire da molto più addietro, anche in Italia, non solo i modelli ariosteschi e il Settecento più fantasioso, ma poi varie opere dell’Ottocento e la Scapigliatura.

Le schede bibliografiche sono scritte con chiarezza, ben articolate e competenti.

Ne risulta una storia in fieri di un genere tuttora vivo anche in Italia e un repertorio utile di definizioni, antologie, saggi teorici.

[Roberto Bertoni]

27/09/17

Francesco Cassata, FANTASCIENZA? / SCIENCE FICTION?



[Futuristic objects in vitro in a tea house guarded by Chinese 
statuettes under an industrial landscape (Brussels 2017). Foto Rb]


Francesco Cassata, Fantascienza? / Science Fiction? Torino, Einaudi, 2016. Traduzione inglese di G. McDowell. Edizione Kindle


Il saggio di Cassata, bilingue in italiano e in inglese, rivisita la fantascienza di Primo Levi, ovvero il volume Storie naturali, pubblicato sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila nel 1966, e il successivo Vizio di forma, questa volta col nome reale dell’autore, del 1971.

Sfata l’idea di “un Levi ‘imbarazzato’ di fronte ai suoi stessi racconti scientifici”, non solo ricordando come lo pseudonimo degli anni Sessanta fosse stato voluto dalla Casa Editrice anziché dall’autore, ma mettendo in rilievo, con citazioni da lettere e articoli, che Levi si ascriveva al genere fantascientifico, pur preferendovi le dizioni di “favole, divertimenti, stranezze”, con meno reticenze di altri contemporanei, tra cui Calvino.

Se, da un lato, Cassata conferma la continuità tra il Levi del lager e quello dei testi fantascientifici (individuando in alcuni racconti “lo stravolgimento nazista di uno spazio e di un’attività – il laboratorio e la pratica sperimentale –”), non la spinge, come è stato fatto, al punto di ignorare la specificità della produzione postbellica.

Lo stesso Levi si definiva “un anfibio”, “diviso in due metà”: quella della fabbrica e quella dello scrittore e vedeva appunto nella fantascienza un tratto d’unione.

Sul piano del riflesso sociale, Cassata vede in Storie naturali “l’euforia ‘prometeica’ dell’Italia del boom economico” e in Vizio di forma le “inquietudini della fine dell’‘età dell’oro’”, individuando anche una sensibilità pre-ecologica nel secondo libro, in cui, accanto alla denuncia dei limiti dello sviluppo, permane però “l’ottimismo della ragione” quanto alla possibilità di rettificare gli errori.


[Roberto Bertoni

29/05/17

AA. VV. GUIDA ALLA LETTERATURA FANTASTICA



[Cactus flower from a blue-green parallel reality (2017) Foto Rb]


AA. VV. Guida alla letteratura fantastica. A cura di C. Asciuti. Con testi di C. Amerigo, C. Asciuti, D. Costa, A. Del Ponte, P. Di Francesco, O.F. Drago, D. Gallo, G. Giustolisi, F. Piccinini. Bologna, Odoya, 2015


Escludendo la fantascienza, ritenuta “letteratura del possibile” (p. 8) e assegnando al fantastico soprattutto lo statuto di “qualcosa che prevede uno o più elementi non-realisti” ed “eventi non spiegabili sotto il profilo scientifico” (p. 9), gli autori di questo libro passano in rassegna classici come Omero, Boiardo, Ariosto, scrittori ormai canonici del moderno quali Tolkien e Rowling, film e autori contemporanei di fantasy.

Nell’insieme, per quanto non si abbia una posizione teorica fondamentale e definitiva, né fortemente innovativa, il volume è utile per la sua natura enciclopedica.

Vengono proposti gli intrecci delle opere citate e considerazioni comparatistiche, per esempio sulle varietà di elfi, le varianti del personaggio di Angelica, le geografie fantastiche.


[Roberto Bertoni]