15/04/12

Jackie Chan e Zhang Li, 1911



[Do not forget! Foto Rb]


Jackie Chan e Zhang Li, 1911. Cina, 2011. Con Jackie Chan, Winston Chao, Li Bingbing

Uscito nel 2011 per commemorare la rivoluzione del 1911 a un secolo di distanza, questo film ha ingiustamente ricevuto critiche piuttosto tiepide in Occidente per l’eccessiva lunghezza [1], il carattere presumibilmente troppo didattico [2], o la mancanza di sfondo esplicativo degli eventi storici.

In realtà il terzo aspetto deriva logicamente dall’essere concepito per un pubblico cinese che conosce presumibilmente l’accaduto; e a ogni buon conto gli avvenimenti sono chiarificati in relazione al dipanarsi delle vite dei protagonisti.

Lo svolgimento dei dibattiti e delle dispute è a nostro avviso, lungi dal difetto, piuttosto un pregio; e si attua su uno sfondo storico ben realizzato quanto a costumi, comportamenti, interni. La recitazione è misurata e di qualità teatrale. Le scene delle battaglie dinamiche e drammatiche. Le relazioni di collaborazione, lealtà e amicizia, oltre che i riferimenti a una relazione sentimentale, sono delineati con simpatia umana.

Il taglio narrativo è quello della cooperazione di intenti e concezioni del futuro democratico della Cina tra Sun Yat Sen, l’artefice della prima rivoluzione cinese sulla base della quale l’ultimo imperatore abdicò, e Huang Xin, suo consigliere e guida militare. Il film inizia alcuni anni prima del 1911 e si conclude con la necessità da parte di Sun Yat Sen di lasciare la presidenza della Repubblica, per inevitabile compromesso, a Yuan Shi Kai, generale della dinastia Qing. Da ciò conseguì la costruzione di una Cina moderna diversa da quella prevista dal leader democratico, che di nuovo esule tornò in Cina nel 1916, riformulò i progetti di rinnovamento e si alleò coi comunisti, morendo poi di morte naturale nel 1925.


NOTE

[1] “It feels about half an hour too long. What begins as something sober and sumptuous, 1911: revolution, quickly becomes stilted” (Stuart Heritage, “The Guardian”, 15-3-2012).

[2]“The cinematographer Huang Wei does excellent work, and some of the early battle scenes are exciting, putting viewers right in the middle of the action. But what should be rousing stuff — a republic is born! the chains of feudalism thrown off! — remains a kind of lavishly illustrated history lesson” (Rachel Saltz, “The New York Times”, 6-10-2011).


[Roberto Bertoni]