08/01/08

Ezio Raimondi, UN’ETICA DEL LETTORE

Bologna, Il Mulino, 2007

La relazione tra lettore e scrittore, a parere di Raimondi, è etica. Sebbene tale conclusione possa essere contestata, forse un po’ tirata per i capelli, è però la fenomenologia della lettura che si esalta in questo volume

La lettura si rivolge a uno spazio costruito e interpretato dal lettore, in tal senso, proustianamente, la lettura è creazione, anzi “co-creazione” di un mondo assieme all’autore (p. 65).

Leggiamo per ritrovare noi stessi e fare al contempo esperienza dell’alterità, sia in quanto chi scrive è altro da chi legge, sia perché “non si dà vero dialogo col testo senza avvertire la responsabilità dell’altro in sé” (p. 27).

Le prospettive della lettura sono molteplici; ed è proprio al pluralismo che educa la lettura, puntando sulla “compresenza di verità differenti nella pluralità libera delle coscienze” (p. 44). La molteplicità, nella lettura, rivela anche la molteplicità della nostra identità, la sua provvisorietà, il suo carattere ipotetico.

Nel mondo mediatico odierno, la lettura si esalta proprio in nome della sua marginalità; nondimeno resta un metodo di “costruzione dell’uomo” (p.76).

Un libro intenso, conciso e riflessivo, questo di Raimondi, un’altra tessera della sua ampia opera critica.

[Roberto Bertoni]