22/01/07

Vikram Seth, A SUITABLE BOY



[A scene from Ramayana. Royal Palace, Bangkok. Foto di Marzia Poerio]


London, Orion (1993), 2004

IL RAGAZZO GIUSTO
Traduzione di Lidia Perria (1995). Milano, TEA, 2001



La vicenda che collega le 1.400 pagine circa di questo romanzo al titolo è la scelta di un ragazzo giusto per il matrimonio della giovane Lata. Tra i pretendenti che man mano si fanno avanti ne prevalgono due: Kabir, un amore combattuto e troppo passionale, ostacolato anche dalle diverse religioni sua e della protagonista; e il terrestre e pratico Haresh, che sembrerebbe il meno favorito, ma risulterà alla fine il destinato. Chi decide è Lata stessa in forse casuale sintonia con la madre Rupa Mehra contro le posizioni snobistiche del fratello Arun, contrario a un futuro sposo che si è fatto da sé e non ha pertinenza nell'alta società. Altre storie di coppia si dispiegano nella lettura; matrimoni, tradimenti, una figlia segretamente nata fuori del matrimonio, una fosca storia di gelosia tra i personaggi Maan e Firoz in competizione per l'affetto della cantante Saeeda Bai.
La società in rapporto con l'individuo è in primo piano, dunque; e la famiglia sembra esserne il vettore principale, dato che appunto delle peripezie degli appartenenti a varie famiglie in parte collegate l'una con l'altra si parla in questa storia ambientata nella città immaginaria di Brahmpur in un'India post-indipendenza in cui le dinamiche politiche, i rapporti tra indù e musulmani, la ridistribuzione delle proprietà terriere, le differenze di classe, il divario tra città e campagna e tra povertà e ricchezza soprattutto nel secondo di questi ambienti, gli interni e le rivalità tra docenti dell'università, la contestazione studentesca, la borghesia urbana e rurale, il mondo dell'artigianato e dell'industria (con incursioni in primo luogo nella manifattura delle calzature) sono ben espressi e rappresentati senza peraltro annoiare o cadere nel didascalismo proprio perché vengono descritti tramite le storie dei vari personaggi.
Gli àmbiti culturali indiano e occidentale sono presenti con allusioni e citazioni. Ci sono poesie e canzoni della tradizione; riferimenti a Joyce (la scelta di una città nella sua complessità tentacolare e il tentativo di descrivere ogni istante anche nei minimi particolari). Il dialogo è molto presente e conferisce colloquialità e semplicità allo scorrere della storia. Descrizioni e narrazioni inseriscono anche registri moderatamente saggistici nel linguaggio ma ben mirati a spiegare al lettore quanto accade socialmente. L'ironia e a tratti la satira non vengono meno, anche se alcune vicende sono tragiche, soprattutto una sommossa politica e un caso personale finito in tribunale seppure poi rientri con un perdono accordato dalla parte lesa. Si fa strada infine una morale fondata piú sull'etica della scelta che sul conformismo.

[R. Bertoni]