23/01/11

Rudi Veo, 23 GENNAIO (Pagina a cura di Gian Paolo Ragnoli)

E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, potremo rispondere: ricordiamo" (Ray Bradbury, FARENHEIT 451)

Nel 1973 Roberto Franceschi aveva 21 anni, studiava economia politica all´università Bocconi ed era un militante del Movimento Studentesco. La sera del 23 gennaio di quell´anno il collettivo del Movimento Studentesco della Bocconi aveva indetto un´assemblea fra studenti e lavoratori presso l´aula magna dell´università; il rettore contrariamente ad una prassi ormai acquisita aveva vietato l´ingresso ai non iscritti alla Bocconi, cioè di fatto aveva vietato l´assemblea e per imporre quella decisione un reparto di polizia era schierato davanti all´ingresso dell´università. Non appena gli studenti e i lavoratori giunti per partecipare all´assemblea accennarono una protesta i poliziotti non esitarono a caricarli; ci fu un breve scontro e quando già i manifestanti si stavano allontanando agenti e funzionari di polizia aprirono ripetutamente il fuoco contro di loro con le rivoltelle d´ordinanza. Due giovani furono colpiti alle spalle: Roberto Piacentini, nonostante la gravità della ferita, si salvò. Roberto Franceschi morì il 30 gennaio dopo sette giorni d´agonia.

Avevamo un gruppo in quegli anni, l’avevamo fondato poco dopo l’assassinio di Roberto e in suo ricordo si chiamava Collettivo Franceschi. Era un collettivo un po’ bizzarro, in parte gruppo musicale, che proponeva canzoni politiche e popolari, prevalentemente dal patrimonio popolare americano, pesantemente influenzati come eravamo da Woody Guthrie e dagli Stormy Six, in parte anche collettivo politico, che si muoveva in autonomia (con la minuscola…) tra le organizzazioni politiche dell’allora “nuova sinistra”. Durammo un paio d’anni, prima di scioglierci nel tumultuoso movimento di allora, nei quali tra le altre cose alcuni di noi cominciarono a scrivere canzoni e a proporle nelle scadenze di movimento in cui intervenivamo. Questa è stata scritta da Rudi Veo, uno dei componenti del Collettivo, nella primavera del 1974 e mi pare che, al netto dell’ingenuità dei suoi neppure vent’anni, conservi intatta la sua freschezza poetica e politica.

Certo le canzoni andrebbero ascoltate, non solo lette, ma purtroppo reperti d’epoca ascoltabili non sono a tutt’oggi stati rinvenuti…

[Gian Paolo Ragnoli]


23 GENNAIO

Quanto può costare una pallottola di piombo?
Quanto può costare una pallottola di piombo?
Quanto ci vuole a fare una pallottola di piombo?
Pochi soldi e poco tempo
Pochi soldi e poco tempo

Quanto può costare la vita di un ragazzo?
Quanto può costare la vita di un compagno?
Quanto ci vuole per vivere e pensare?
La risposta non c’è
La risposta non c’è

Era freddo l’altra sera su a Milano
Eri uscito per andare all’assemblea
Metti come sempre l’eskimo verde
Ma nella nebbia ti vedranno
Ma nella nebbia ti vedranno

È così irreale Milano di notte
E poi i fari dei gipponi accesi in faccia
Solo il gelo della notte sui capelli
Nelle tasche stringi il pugno
Nelle tasche stringi il pugno

E poi i rumori e poi le urla e poi gli spari
E poi le gambe che non trovano un sostegno
La mano non è più serrata in tasca
Il pugno è alzato verso il cielo
Il pugno è alzato verso il cielo

Era buio l’altra notte su a Milano
Ma a te il sole ti è scoppiato in faccia
Certo adesso è chiaro come il giorno
Per gli assassini sarà notte
Per gli assassini sarà notte

[Rudi Veo]