11/06/09

Cristina Cona, TRADUZIONE E SEDIZIONE

Il 1893 rappresenta uno spartiacque nella storia letteraria irlandese: è infatti l’anno di fondazione della Lega Gaelica, avente come obiettivo la difesa e la promozione del gaelico irlandese, e di pubblicazione di LOVE SONGS OF CONNACHT, un’importante antologia di traduzioni ad opera di Douglas Hyde, uno studioso protestante anglo-irlandese tra i principali protagonisti del “Literary Revival” di fine Ottocento che, mezzo secolo più tardi, sarebbe diventato il primo presidente d’Irlanda.

Il libro si inseriva in una lunga e complessa tradizione filologica che nel corso dell’Ottocento aveva prodotto notevoli traduzioni di opere letterarie (soprattutto poesie e ballate) dall’irlandese all’inglese; esso però non si configurò soltanto come un’operazione culturale, di salvaguardia e riproposizione del patrimonio linguistico nazionale, ma anche come espressione della “necessità di deanglicizzare l’Irlanda”, per riprendere il titolo di una famosa conferenza tenuta da Hyde l’anno precedente.

LOVE SONGS OF CONNACHT riuniva testi di prosa, canzoni e poesie del repertorio popolare in lingua irlandese, accompagnati dalla versione inglese; come indicato dal titolo, si trattava soprattutto di poesie d’amore, spesso contrastato e infelice. Fu questo uno dei motivi della sua grande e immediata popolarità soprattutto fra i giovani: in quel fine secolo sempre più le nuove generazioni mettevano in discussione la moralità vittoriana, che trovava una eco particolarmente favorevole nell’emergente classe media cattolica irlandese, decisa a lasciarsi alle spalle la cultura gaelica tradizionale, associata con la povertà e l’inferiorità sociale, e a provare la propria rispettabilità interiorizzando il puritanesimo britannico: tanto che lo stesso movimento per la riconquista della lingua veniva interpretato e vissuto dagli strati più conservatori come “no more than a translation of Victorian values into the Irish language” (Declan. Kiberd).

Nella forza espressiva e nell’intensità emotiva e sensuale di questi poemi, così diverse dal sentimentalismo un po’ stucchevole delle traduzioni dall’irlandese ancora in voga qualche decennio prima, i giovani di questa stessa classe scoprivano la vitalità che aveva caratterizzato l’Irlanda gaelica prima che la carestia di metà secolo spazzasse via la cultura e la lingua che ne erano state tradizionalmente il veicolo; non solo, ma proprio con questo potente appello all’energia e al romanticismo dei suoi lettori (in un contesto più generale segnato dal moltiplicarsi delle rivendicazioni autonomistiche, come il movimento per la “Home Rule”) LOVE SONGS OF CONNACHT agì da catalizzatore per la ricerca di una propria identità culturale e, in ultima analisi, politica. In questo senso le traduzioni di Hyde possono definirsi un atto di sedizione rispetto sia alla morale vittoriana che al dominio britannico in Irlanda: “a transition [...] to translation as an agent of aesthetic and political renewal. Translations no longer simply bore witness to the past; they were to actively shape a future” (Michael Cronin).

L’opera di Hyde costituì inoltre “both a preservation and an innovation” (Richard Fallis), nel senso di salvare dall’oblio una produzione poetica con la quale le nuove generazioni anglofone avrebbero potuto non venire mai in contatto, e di utilizzare per la prima volta una forma linguisticamente e letterariamente credibile di “Hiberno-English”: anziché rendere i testi irlandesi nell’inglese standard, come avevano fatto precedenti generazioni di traduttori, Hyde si servì infatti dell’inglese parlato in Irlanda, il cui vocabolario conteneva (e contiene tuttora) molti termini trasposti dall’irlandese e che utilizzava costruzioni vistosamente calcate sulla sintassi gaelica (ricordiamo che l’irlandese era stato la lingua quotidiana della maggioranza fino ad una o due generazioni prima). Sotto entrambi gli aspetti - conservazione e innovazione - essa fu però segnata sin dall’inizio da un’ambiguità fondamentale e pose forse più problemi di quanti si proponesse di risolvere.

Infatti, se da un lato la traduzione dall’ irlandese serviva egregiamente a dimostrare che anche questa lingua aveva dato vita ad una produzione letteraria di tutto rispetto, e quindi ad innalzarne il prestigio, dall’altro era molto reale il rischio che, mettendo i testi tradotti a disposizione del pubblico anglofono, in un certo senso lo si dispensasse dall’imparare l’irlandese. Sebbene l’intento di Hyde fosse proprio quello di promuovere l’irlandese come lingua viva e parlata (LOVE SONGS OF CONNACHTera stato concepito anche come introduzione al suo apprendimento), e sebbene il libro fosse destinato in futuro ad esercitare un’influenza decisiva sull’evoluzione della letteratura in irlandese, l’effetto ottenuto fu anche quello di conferire plausibilità alla nozione di una letteratura nazionale in inglese, sia pure un inglese “tradotto”, carico di forza poetica, di realismo e di vigore, ben diverso dal “Queen’s English”. Quando W.B. Yeats salutò la pubblicazione delle LOVE SONGS definendole “the coming of a new power into literature”, ci si può chiedere a quale dei due versanti linguistici della letteratura irlandese intendesse riferirsi.

A rafforzare questa ambiguità contribuì anche la scelta della parlata “Hiberno-English”, motivata sia dalle possibilità espressive da essa dimostrate, sia dal suo corrispondere effettivamente (seppur con certe forzature) alla prassi linguistica di molti irlandesi che, pur parlando inglese, pensavano ancora in gaelico (“traducevano” cioè se stessi). Date le differenze rispetto all’inglese standard, essa poteva facilmente presentarsi come idioma specifico dell’Irlanda e sostituirsi così all’irlandese come lingua simbolo dell’identità nazionale, vanificando nei fatti le intenzioni di Hyde e di altri fautori di un’Irlanda gaelica. Si può osservare a questo proposito che i più puristi fra i militanti della Lega Gaelica vedevano con molto sfavore l’uso dell’“Hiberno-English” e sostenevano che occorreva spingere gli irlandesi a parlare sia un irlandese che un inglese standard, non contaminati cioè da influenze dialettali.

Lo stesso “Hiberno-English” ebbe comunque vita effimera: sempre più spesso criticato come ibrido irrealistico e caricaturale a mano a mano che, con il passare delle generazioni, l’inglese d’Irlanda si andò avvicinando allo standard (senza, peraltro, mai “normalizzarsi” del tutto), non sopravvisse alla fase calante del revival letterario che l’aveva messo in auge. In quella breve stagione di gloria riuscì comunque ad affermarsi come lingua veicolare di numerosi capolavori teatrali; valga fra tutti il nome del commediografo John M. Synge, le cui opere, in particolare THE PLAYBOY OF THE WESTERN WORLD, costituiscono un monumento alle possibilità espressive e sovversive di questa sorta di “traduzione nella traduzione”. Di Synge è stato detto: “In him, the 19th century attempts to translate Gaelic into English reach an unexpected apotheosis. English had never been so successfully de-Anglicized”. L’obiettivo di Hyde si era dunque in parte avverato: sia pure con modalità ed esiti molto diversi da quelli originariamente perseguiti.


Fonti:

- D. Kiberd, LOVE SONGS OF CONNACHT, in IRISH CLASSICS, Londra, Granta Books, 2000
- M. Cronin, TRANSLATING IRELAND: TRANSLATION, LANGUAGES, CULTURES, Cork University Press, 1996
- R. Fallis, THE IRISH RENAISSANCE: AN INTRODUCTION TO ANGLO-IRISH LITERATURE, Dublin, Gill & Macmillan, 1977
- S. Deane, A SHORT HISTORY OF IRISH LITERATURE, London, Hutchinson, 1986
- D. Corkery, SYNGE AND ANGLO-IRISH LITERATURE, Cork University Press, 1931


L’articolo, riprodotto col consenso dell’autrice, è apparso in precedenza sulla rivista “Inter@lia”.