21/02/10

LETTERATURA FLUIDA, a cura di Alberto Abruzzese e Giovanni Ragone

Napoli, Liguori, 2007


L’idea prevalente, forse, di questo volume con contributi di vari autori, è che nella società contemporanea, del XXI secolo, la letteratura modifica il proprio status a contatto col mondo multimediale che ci circonda.

Secondo Giovanni Ragone, è la rete a segnare il futuro dopo la televisione, tramite “nuovi archivi di informazioni e oggetti testuali, trascinando l’editoria (e in un certo senso la letteratura) verso una ‘quarta dimensione’ in cui gli oggetti si smaterializzano si rimaterializzano di continuo, e dove assume importanza soprattutto l’attore sociale. […] Con i media digitali, la creazione dei racconti con e per l’altro si moltiplica; […] dovrebbe saltare la continuità della funzione autoriale […] attraverso un’evoluzione significativamente ibrida, che non esclude […] notorietà [..] dei singoli e dei gruppi, perfino memoria delle opere” (p. 26). Più precisamente, su questo punto, secondo Paolo Fabbri, si dà “nell’utilizzazione delle nuove tecnologie oggi la continuazione dello svuotamento della nozione di autore che era già iniziata con le avanguardie e una nuova possibilità e rilettura del contatto col lettore” (p. 67).

A parere di Alberto Abruzzese, umano e non umano si combinano e si determina un significativo “rapporto tra romanzo e tecnologia” (p. 34) che condurrà probabilmente ad “abbandonare lo ‘specifico storico’ della letteratura” per andare verso un “nuovo marketing della letteratura” (p. 37) e che presuppone una “nuova politica della creatività” (p. 38).

Nella ridefinizione del concetto di letteratura si inseriscono “nuovi modi di scrivere”, quali “letterature combinatorie, poesie cinetiche, letture partecipative, letterature spettacolari, letterature ipertestuali”, che costituiscono la letteratura com’è e come sarà se è vero che “chiamiamo letteratura tutto quello che un periodo storico chiama letteratura” (p. 75).

In breve, nell’universo multimediale contemporaneo, e soprattutto sotto l’effetto delle tecnologie computerizzate, la letteratura può trovare un proprio scopo e un rinnovamento. Forse ha ragione Filippo La Porta quando scrive che, quanto alle sorti della letteratura, credo che il suo nemico non sia la tecnologia o i new media ma la pervasiva culturalizzazione della vita quotidiana. ovvero un’ennesima versione dell’attacco all’‘individuo’, alla sua autonomia critica, alla sua capacità di formarsi da sé i propri giudizi” (p. 87).

Parecchi gli interventi, che riflettono su un tema utile e attuale; non è lo scopo di questa breve nota citarli tutti, bensì apprezzare nel complesso l’esistenza del volume e la scelta dell’argomento che si richiama nel titolo a Bauman.


[Roberto Bertoni]