01/11/09

Wong Kar-Vai, CHUNGKING EXPRESS


[Hong Kong Night, 2007. Foto di Marzia Poerio]


Wong Kar-Vai, CHUNGKING EXPRESS, 1994 (DVD 2009). Titolo italiano HONG KONG EXPRESS. Con Jinquan Chen, Valerie Chow, Takeshi Kaneshiro, Tony Leung, Brigitte Lin, Faye Wong

Ambientato a Hong Kong, il film è suddiviso in due parti. Nella prima il poliziotto He Qiwu (o agente 223, interpretato da Kaneshiro) è stato lasciato dalla fidanzata, decide di comprare ogni sera una lattina di ananas, frutta preferita dalla ragazza, con la scadenza 1 maggio 1994, il giorno del compleanno di lui, sperando, alla fine dei trenta giorni, che la pena per la rottura si lenisca. Contemporaneamente, una ragazza con parrucca bionda e occhiali neri (Brigitte Lin) si aggira per gli empori e le sartorie di Chungking Mansions, nel quartiere di Tsim Sha Tsui, arruolando un gruppo di indiani perché esportino clandestinamente droga; dopo averne organizzato vestiti, nascondigli, bagagli, li accompagna all'aeroporto (il vecchio aeroporto di Hong Kong con la pista che era ancora allungata sul mare) dove gli indiani scompaiono. Trovatasi pertanto in pericolo, riesce a farsi dare il loro indirizzo, li raggiungerà uccidendone alcuni e facendo fuori alla fine anche il capo, un europeo, che l'aveva incastrata. He Qiwu conosce causalmente, senza sapere quale sia la sua attività, la ragazza dalla parrucca bionda in un bar e cerca di attrarla verso un albergo, dove lei si addormenta. La mattina l'agente se ne va e trova sul cercapersone un messaggio di buon compleanno di lei.

La seconda parte inizia nella zona di Central, in un fast food, il Midnight Express, che nella realtà era una piccola tavola calda di Hong Kong, sulla via Lan Kwai Fong. La voce fuori campo dell'agente 223, che fa colazione nel locale, nota la ragazza che serve al banco, Faye (la cantante e attrice Faye Wong), e dice che in poche ore si sarebbe innamorata di un altro uomo, ovvero l'agente 633 (Leung), il quale viene lasciato dalla fidanzata Amei, un'assistente di volo (Valerie Chow), entra in depressione e non si accorge delle attenzioni costanti di Faye che, tramite una lettera lasciata da Amey per 633 al Midnight Express, entra in possesso delle chiavi dell'appartamento dell'agente, glielo riordina in sua assenza, cambia alcuni dettagli senza che lui, in preda alla malinconia, se ne avveda. Il giorno della spiegazione è anche il giorno in cui lui la nota, alla fine, ma lei decide di partire d'improvviso per Los Angeles, forse per paura della relazione tanto desiderata? O forse per un desiderio di vedere la California che si acuisce al momento di prendere una decisone che bloccherebbe il viaggio? Torna un anno dopo in divisa da assistente di volo e va nel fast food, comprato frattanto dal poliziotto che lo sta convertendo in un ristorante. Il finale dà adito a speranze, ma non lascia capire se Faye e 633 si metteranno effettivamente insieme oppure no.

Si tratta di un film congegnato in modo tale da destare al contempo enigmaticità e scorrevolezza dell'intreccio. Si segue con facilità, ha momenti di ironia e spensieratezza, soprattutto le intrusioni di Faye in casa di 633. Però è anche un film complesso e sperimentale. La colonna sonora della prima parte presenta motivi jazz degli anni Quaranta, mentre la seconda parte è dominata dalla musica a tutto volume di CALIFORNIA DREAMING, col che si delineano due ambienti di riferimento, il giallo classico nella prima e l'ambiente degli anni Sessanta della seconda. Virtuale e reale giocano l'uno con l'altro: 633 e Faye, per esempio, si danno appuntamento al bar "California", ma quella stessa sera lei, invece che in quel locale, va nello stato della California. Il motivo del doppio appare nella prima parte in una prostituta vestita come la ragazza con la parrucca bionda; e nella seconda parte con la professione di assistente di volo di Amei e poi anche di Faye. Più un gioco con l'identità che uno scavo psicologico? O forse la copia positiva e negativa di atteggiamenti simili e diversi dei ruoli svolti da ciascuno nella società? Il confine tra ordine e caos, suggerisce la pellicola, è risibile se gli intrecci tra forze dell'ordine e mondo della criminalità sono così facili sebbene dovuti al caso: 223 si invaghisce di un'assassina che dopo aver ucciso con freddezza gli augura buon compleanno con una delicatezza di sentimenti che non ci si aspetterebbe da un personaggio di quel tipo. I due agenti sono emotivamente esposti; e a giocare le partite sentimentali in posizione decisionale sono le partner femminili.

Giustamente la pellicola ha vinto vari premi a suo tempo; e mette in buon rilievo la qualità del regista, che è ormai da anni tra i maggiori in campo internazionale. Ottime anche le performance degli attori. Per freschezza e dinamismo la nostra preferita in questo film è Faye Wong.


[Renato Persòli]