17/02/07

Catarsi di DOR



[The Dancer. Foto di Marzia Poerio]


DOR, di Nagesh Kukunoor's (2006), è un film di impatto emotivo.

Le vite di due donne, Meera (Ayesha Takia), di Jodhpur nel Rajastan, e Zeenat (Gul Panag), residente nell'Himachal Pradesh, si trovano per destino a incrociarsi l'una con l'altra. Non si conoscono, ma i loro mariti sono emigrati nell'Arabia Saudita e condividono un alloggio. Uno dei due, Shankar, precipita dalla finestra e l'altro è accusato di omicidio e condannato a morte; per legge potrà essere salvato solo se la moglie della vittima lo perdonerà. Inizia la peregrinazione di Zeenat per salvare l'amato Amir: è sicura che egli non possa essere l'omicida e che si sia trattato di un incidente; non sa nemmeno dove si trovi Meera, ma infine arriva presso di lei grazie a deduzioni nate da vari dettagli di una fotografia e alla buona sorte, oltre che tramite un aiutante (come nelle fiabe), Behroopia (Shreyas Talpade), un abile caratterista che saprà soccorrerla in varie occasioni (dopo esserle diventato amico sebbene inizialmente avesse tentato di derubarla) e ha il compito di alleggerire la tragedia con lazzi e mascheramenti. Condannata alla vedovanza, quasi concessa dal suocero a un industriale che potrebbe riscattare i debiti di famiglia, Meera diventa amica di Zeenat, affidandosi a lei ora che non ha più nessuno, finché arriva il giorno fatidico in cui Zeenat deve rivelare a Meera, cui si è ella stessa affezionata, chi sia veramente e cosa voglia da lei. Meera è sconvolta, sente tradita anche l'amicizia, respinge la possibilità di porgere l'aiuto richiesto rifugiandosi di nuovo nel proprio lutto, rinserrata nel dolore; ma prevale all'ultimo istante una scelta del cuore e della bontà: firma la petizione che salverà la vita a Amir, rincorre il treno di Zeenat in partenza in una scena sentimentale e drammatica; Zeenat le porge la mano e lei sale sul vagone, si abbracciano: cos'altro ha da perdere Meera, essendo ormai priva anche dell'affetto dei familiari? Le due protagoniste vanno insieme verso l'Himalaya, verso il futuro.

Una storia di sofferenza, amore, fedeltà, amicizia.

Molti film indiani, coi colori sgargianti, le canzoni e i balli che intercalano l'azione, la popolarità degli intrecci, la complicazioni delle vicende, la lunghezza estrema e mai noiosa, costringono a una riflessione sui dilemmi morali, spingono verso la catarsi.

Ottima in DOR anche la fotografia, con magnifiche scene di paesaggio e di ambienti.


[Renato Persòli]