29/09/14

CARTE ALLINEATE. Seconda serie, numero 27, Settembre2014 / Second series, issue 27, September 2014

Per gli articoli del mese, vai a settembre 2014 in ARCHIVIO BLOG, o consulta l'INDICE ALFABETICO qui sotto. Per gli arretrati vai a ARCHIVIO BLOG; e a Di cosa si parla su Carte allineate: Indici, nella colonna di destra in questa pagina. Cerca nomi e titoli specifici con il SEARCH BLOG; e gli argomenti tramite le ETICHETTE, sempre nella colonna di destra. Nella colonna di sinistra si trovano anche i LINKS con altri siti / Find the entries in the current month at September 2014 in ARCHIVIO BLOG or in the INDEX below. Find past issues in ARCHIVIO BLOG, and in Di cosa si parla su Carte allineate: Indici, a section which is situated on the right end side column on this page. Look for specific names and titles by using the SEARCH BLOG. Consult topics by using the ETICHETTE (or LABELS), again on the right hand column. LINKS to other sites are also provided on the left end column in this page.


INDICE ALFABETICO / INDEX

Le voci elencate qui sotto senza il nome dell'autore sono state scritte, e le foto sono state scattate, da Roberto Bertoni. / Entries listed below without the name of the author were written, and pictures were taken, by Roberto Bertoni.

- BUCK, Pearl S., EAST WIND: WEST WIND. Note di lettura, 19-9-2014.

- CASSESE, Sabino, GOVERNARE GLI ITALIANI. Note di lettura, 25-9-2014.

- CENSIS, I VALORI DEGLI ITALIANI 2013. Note di lettura, 27-9-2014.

- DILLON, Michael, CONTEMPORARY CHINA: AN INTRODUCTION. Note di lettura, 1-9-2014. 

- GUARNIERI, Silvio, UTOPIA E REALTÀ. Note di lettura, 9-9-2014.

- HELLER, Agnes, TEMPO E SPAZIO. Note di lettura, 11-9-2014.

- LA BAIADERA E L'ESOTISMO. Riflessione, 13-9-2014.

- LE GUAY, Philippe, ALCESTE À BYCICLETTE. Storie di film, 3-9-2014

- MANSFIELD, Catherine, UNA TAZZA DI TÈ. Note di lettura, 5-9-2014.

- PAN, Anzi, THE PALACE. Storie di film, 21-9-2014.

- PIZZI, Marina, CANTICO DI STASI (2011-2014, strofe 16-20). Testo, 17-9-2014.

- REMOTTI, Francesco, L'OSSESSIONE IDENTITARIA. Note di lettura, 15-9-2014.

- URBINATI, Nadia , DEMOCRAZIA IN DIRETTA. Note di lettura, 23-9-2014.
- ZIOLKOWSKI, Theodore, MINOS AND THE MODERNS. Note di lettura, 7-9-2014.


27/09/14

CENSIS, I VALORI DEGLI ITALIANI 2013


Venezia, Marsilio, 2014


Il concetto base di questa inchiesta è quello di un superamento dell’egoismo e di un ritorno della solidarietà e dei valori do collaborazione. Non che il “degrado sociale” stia “improvvisamente svanendo”, ma, avendo “raggiunto il culmine” non ha “la forza necessaria per andare oltre” (p. 9). Si manifesta invece, secondo il CENSIS, l’energia necessaria a “un’inversione di rotta”. La “paura della competizione” sarebbe il fattore che ha portato a uno “stallo dell’egoismo” e gli italiani parrebbero accettare forme di decrescita (p. 10).

Non sappiamo se le fila tirate dal CENSIS siano serrate e corrispondenti alla realtà. Da un lato, il depauperamento è un fatto concreto, con crisi dei ceti medi e timore della caduta in settori più poveri della compagine sociale: “siamo diventati una strana società classista, in cui la paura di retrocedere è più forte dell’invidia nei confronti delle classi ‘superiori’” (p. 95). Dall’altro, ci pare che l’individualismo e la predominanza del sé continuino in verità a caratterizzare il comportamento di una grande quantità di italiani, con forme di prevaricazione costanti e scarso rispetto della cultura collettiva, sia essa le legge, il civismo o la cooperazione con gli altri per lavoro e per scopi diversi. La solidarietà ha sempre accompagnato, in Italia, come contraddittorio coesistente, questi processi, basti pensare alle cifre elevate di partecipazione al volontariato, che esistevano così anni fa come oggi.

L’inchiesta, dunque, ci risulta più valida su altri suoi parametri.

Si veda, per esempio, il discorso sul consumo, che situa l’Italia nelle dinamiche della tarda modernità: “l’identità è legata alle abitudini di consumo”, per cui “la classe di appartenenza finisce per coincidere con il proprio stile di vita” (p. 95).

La famiglia “è sempre meno il luogo dei conflitti” (p. 136), il che rappresenta l’evoluzione del familismo, da sempre un tratto caratteristico della società italiana.

Si è sviluppato l’uso di Internet (usato dal 65%, di cui il 42,8% si serve di un social network) (p. 158). Un altro dato che accomuna Italia e altri paesi.

Di particolare rilievo, infine, l’analisi dei giovani, indignati per la situazione attuale (66,4%), ma incerti sul da farsi pur se vorrebbero intervenire in qualche modo (61,9%).


[Roberto Bertoni]

25/09/14

Sabino Cassese, GOVERNARE GLI ITALIANI


Sottotitolo: Storia dello Stato. Bologna, Il Mulino, 2014. (Citazioni dall’edizione Kindle)


Cassese conferma la diagnosi negativa della situazione italiana in relazione alla macchina statale: “i governati [...] lamentano costi e inefficienze dei poteri pubblici [...]. L’alta dirigenza, identificata come una casta”.

Esiste una spiegazione nella storia del rapporto tra statualità e cittadinanza: “un elemento costante della storia statale italiana è stata la distanza tra Stato e opinione pubblica. Quest’ultima non si è mai impadronita delle problematiche del servizio pubblico, oscillando tra rifiuto, ribellismo ed episodicità. I gestori della macchina statale, a loro volta, si sono raramente sforzati di rendere comprensibili regole, alternative, difficoltà all’opinione pubblica”.

Si ha dunque un’“incomunicabilità tra sfera pubblica e collettività”, distacco tra paese reale e paese legale, ovvero tra società e Stato: fenomeno notato già da personaggi come Ricasoli e Giolitti, che si è soltanto attenuata in certi periodi, per esempio nell’immediato dopoguerra postresistenziale. Secondo Mazzini, l’Italia unita era “il fantasma dell’Italia”, mancando “l’anima della nazione”.

Interessanti le notazioni relative anche ai giudizi di stranieri illustri. Per esempio nel 1866 Mark Twain osservava l’alto numero di mendicanti e, notando al contempo l’atteggiamento vitale della popolazione, definiva l’Italia “il Paese più disgraziato e principesco della Terra”. Dal canto suo, nel 1807, de Staël rilevava che l’Italia è un paese privo di società.

Tra i fattori portatori di crisi sono da annoverarsi le “discrezionalità del potere pubblico” e l’“instabilità degli esecutivi” con 127 governi dal 1861 al 2014.


[Roberto Bertoni]